Chi siamo

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Guidonia Montecelio, Roma, Italy
Siamo psicoterapeuti sistemico relazionali. La nostra attenzione professionale si concentra sulle relazioni che rappresentano il canale attraverso cui costruiamo e scopriamo noi stessi nel meraviglioso intreccio di storie e di vissuti che nutrono il quotidiano e raccontano di ognuno di noi.
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lunedì 10 marzo 2014

La terapia ha un fine e una fine

Una delle cose che ho ben chiare all’inizio di un percorso terapeutico è che un giorno (mi auguro non troppo lontano), in quella stessa stanza ci saranno dei saluti. Un commiato, forse tra lacrime, forse tra sorrisi.. addirittura ci potrà scappare un abbraccio. E sarà l’epilogo di una terapia, il finale cominciato a scrivere sin dall’inizio in un lavoro fatto assieme.
All’inizio della mia esperienza da terapeuta mi chiedevo come avrei potuto aiutare una persona a risolvere in un po’ di mesi dei problemi che si portava dentro da anni, anche venti, anche trent’ anni.. Una terapia all’inizio è tutta improntata sul problema, che impregna la stanza, aleggia come un fantasma sulle teste dei presenti, prende tutto il tempo.. l’idea sottostante è che quella terapia potrebbe essere infinita perché quel problema in pochi mesi non se ne andrà mai. Man mano che passa il tempo, il problema diventa meno presente e lascia spazio alla persona, alla possibilità di vedersi, e riconoscersi come tale, senza il suo pesante fardello. E la terapia non sembra più infinita, ma possibile. Così come sembra possibile che il problema non sia più tale.

Con questo mio breve scritto vorrei smitizzare il mito della terapia infinita, quella che il più delle volte ci propina la Tv, col paziente ansioso, insicuro e problematico che da anni ha un appuntamento fisso il mercoledì mattina, prima di andare a lavoro, col suo analista del quale non riesce a fare a meno.
La terapia sistemico relazionale, l’approccio seguito come psicoterapeuta e che è il filo comune dei professionisti dello Studio Psicologico Anemos, la persona viene inquadrata all’interno del suo  “sistema”, del contesto in cui vive, della rete familiare, amicale, lavorativa.. in definitiva, le sue relazioni. Non si tratta quindi di una terapia mirata alla remissione di un sintomo a seguito della messa in atto di specifiche tecniche e strategie ma allo studio delle situazioni relazionali che lo hanno generato. Il fine della terapia è quello di trovare modalità relazionali diverse con i sistemi di appartenenza.
Durante una psicoterapia sistemica il terapeuta guida la persona in una lettura alternativa del proprio stato di disagio così da provocare un cambiamento. A sua volta la persona trova, assieme al terapeuta, nuovi modi di pensarsi, pensare, relazionarsi e comunicare, e acquisisce la capacità di decodificare le proprie emozioni e quelle altrui, riuscendo a dare una lettura emotiva a ciò che gli sta dentro e intorno.

Ho avuto la “fortuna” di privilegiare ad altri approcci basati sull’individuo, quello sistemico che, oltre a prendere in considerazione la persona nel suo sistema di appartenenza, mi consente di lavorare coi sistemi. Questo è fantastico! Il sistema è l’espressione massima del disagio e della salute, è tutto ciò che attiene alla vita di una persona, è eros e thanatos, è la fonte del malessere ed è l’unico posto in cui si possono ricercare le risorse. Questo inquadramento teorico e pratico mi consente di lavorare quindi anche con coppie e con famiglie dove il mio compito è quello di intervenire sulle diversi parti del sistema, cercando di migliorare le sequenze comunicative tra i componenti e di ripristinare l'equilibrio della coppia o della famiglia. 


dott.ssa Marianna Padovano

mercoledì 29 gennaio 2014

Gruppi di Parola per figli di genitori separati




Finalmente siamo pronti per cominciare.

Lo studio c'è, i materiali anche, i professionisti pronti a collaborare non mancano mai... possiamo cominciare con questa nuova avventura, per dar voce a loro, i bambini.
Ai bambini che vivono la separazione dei/dai propri genitori.
per qualsiasi informazione, ecco il volantino

http://www.studiopsicologicoanemos.it/volantinogruppiparola.pdf

lunedì 12 novembre 2012

Io, te e la crisi




Da parecchi anni ormai, siamo abituati ad utilizzare la dicitura "crisi di coppia" per definire le situazioni più varie, dai tradimenti, alla nascita ed educazione dei figli sulla quale non ci si trova d'accordo, problemi legati alla sfera sessuale. La crisi fa paura. Comunemente viene connotata di significati negativi, quasi sempre infatti, quando ci si rivolge ad uno psicologo perché c'è una crisi, si ha sentore che la relazione sia giunta al capolinea. In realtà il termine crisi apre a diverse possibilità di cambiamento e benché sia difficile trovare delle opportunità e delle risorse nell'empasse che reca in sé, il cambiamento può anche portare ad una auspicabile crescita e a migliorare la situazione nella quale ci si era impantanati. In tutto ciò non si può ovviamente prescindere dai desideri e bisogni del partner, dalle risorse della coppia e anche dal desiderio/possibilità di affrontare la crisi.

Una coppia nel suo percorso di crescita affronta numerose situazioni critiche, più o meno impegnative, lungo un continuum in cui è messa alla prova. Ogni momento di crisi è per certi versi un’evoluzione della coppia e richiederà un cambiamento da parte sia dei singoli partner sia della coppia stessa.
La crisi in un certo senso è utile per mettere alla prova l’unità della coppia, per conoscersi, per stabilire degli obiettivi comuni nel cammino di coppia, per elaborare strategie e fronteggiare le situazioni. Le piccole difficoltà quotidiane preparano la coppia ad affrontare e sostenere i momenti di crescita più impegnativi. Le coppie hanno in sé le risorse per fronteggiare le difficoltà, quando non le trovano e annaspano nel mare dei conflitti, giungono alla CRISI vera e propria, quella in cui si vede solo il buio, in cui sembra non ci siano più parole comuni, si evitano i discorsi o si spara a zero sull’incapacità del partner.  E’ il momento in cui sembra non ci siano soluzioni, in cui si soccombe alla paura di avere di fronte solo due possibilità, entrambe difficili: separarsi o continuare a vivere in conflitto.

Riteniamo che il modo migliore per venire a capo di un problema sia affrontarlo. La terapia di coppia è uno strumento utile per superare le difficoltà o anche per arrivare a una risoluzione non conflittuale della relazione di coppia.  

Il terapeuta di coppia, intervenendo sulla relazione, aiuta i rispettivi partner a individuare e chiarire le difficoltà presentate e ad acquisire nuove modalità relazionali che promuovano il cambiamento.


Marianna Padovano